Chartreuse, il colore che ha riscritto le regole della moda

Chartreuse, il colore che ha riscritto le regole della moda

Perché tutti gli stilisti sono ossessionati dal Chartreuse? Da Bottega Veneta a Valentino, le scelte cromatiche delle principali maison che hanno consacrato questo colore nell'olimpo del fashion.

La notte stellata di Silvana Armani, una palette densa e profonda per l'alta moda FW26/27 Lettura Chartreuse, il colore che ha riscritto le regole della moda 8 minuti

Il verde Chartreuse è ormai uno dei colori simbolo delle passerelle contemporanee. Ma la sua storia ha origini molto più lontane.

Il suo nome deriva dal celebre liquore Chartreuse, prodotto dai monaci certosini della Grande Chartreuse, il monastero fondato nel 1084 a Saint-Pierre-de-Chartreuse, nel massiccio della Chartreuse, tra Grenoble e Chambéry, nelle Alpi francesi. La ricetta, composta da ben 130 erbe, fiori, radici e spezie, venne perfezionata nel XVIII secolo, mentre le due versioni del liquore che conosciamo oggi – Chartreuse Verte e Chartreuse Jaune – furono create entrambe nel 1840 e sono ancora prodotte dai monaci secondo la formula originale.

Foto realizzata con AI

Dal punto di vista cromatico, il Chartreuse è una tonalità sospesa tra il verde e il giallo. Esiste infatti una variante più fredda e intensa, il verde Chartreuse, in cui prevale il verde, e una più luminosa e dorata, il giallo Chartreuse, dove domina il giallo. Entrambe le definizioni sono corrette, perché riprendono le due iconiche versioni del liquore da cui questo colore prende il nome.

Chartreuse: il colore che ha conquistato la moda contemporanea

È innegabile che, a partire dal 2019, il Chartreuse abbia conquistato progressivamente le passerelle fino a diventare uno dei colori simbolo della moda contemporanea. Inizialmente compariva come dettaglio o accent color; oggi lo ritroviamo anche in total look dall'estetica decisa e sofisticata.

Ma perché proprio questo colore? E chi lo ha trasformato in un fenomeno di stile?

La sua elevata saturazione e luminosità lo rendono estremamente scenografico, ma anche capace di attirare immediatamente l'attenzione. Proprio per questo può risultare dominante su chi ha un contrasto naturale basso, colori soft e diluiti o lineamenti delicati: in questi casi è il colore a farsi notare prima della persona.

Anche dal punto di vista dell'armocromia è bene fare una precisazione. Il Chartreuse viene spesso associato al giallo dedicato ai sottotoni freddi perché contiene una componente verde, ma non è automaticamente adatto a tutte le palette fredde, anzi chi ha dominante fredda lo tollera ben poco, per di più, su alcuni incarnati olivastri tende persino a enfatizzare le componenti verdastre della pelle.

Sui fototipi caldi, invece, il Chartreuse può risultare eccessivamente acido e spigoloso. La sua componente giallo-verde, molto brillante, tende infatti a creare un contrasto poco armonioso con la naturale morbidezza cromatica delle stagioni Autunno e di molte Primavere. Per queste palette esistono tonalità decisamente più valorizzanti.

Chartreuse. Quando il colore diventa carattere

Dunque un colore scomodo e difficile. È proprio questa sua natura estrema ad aver conquistato gli stilisti: il Chartreuse è il colore che interrompe la monotonia, illumina le palette neutre e trasforma anche il look più minimalista in una dichiarazione di stile.


Ma come è diventato uno dei protagonisti della moda contemporanea?

Il punto di svolta porta il nome di Daniel Lee. Alla guida creativa di Bottega Veneta (2018-2021), è lui a trasformare il Chartreuse in un vero codice estetico della maison, elevandolo a simbolo di lusso moderno. Lo abbina magistralmente al nero, al panna, al beige e ai verdi oliva e brunastri, costruendo palette raffinate ma mai prevedibili, sia nelle collezioni femminili sia in quelle maschili.

Il colore nelle collezioni di Lee invade ogni categoria: compare sulle iconiche borse in pelle intrecciata, diventa protagonista di abiti con frange e silhouette essenziali, veste capispalla e maglieria, fino ad arrivare agli ormai celebri Puddle Boots e ai sabot in gomma, dimostrando che anche un materiale tecnico può assumere un'allure lussuosa attraverso il colore.

Da quel momento il Chartreuse smette di essere una scelta eccentrica e diventa un nuovo classico contemporaneo. Le sue sfilate ne fanno un elemento immancabile, stagione dopo stagione, influenzando profondamente il linguaggio cromatico di molte altre maison.

Chartreuse per Valentino. La forza di un colore controcorrente

Anche Pierpaolo Piccioli contribuisce in modo decisivo alla consacrazione del Chartreuse, trasformandolo in una presenza ricorrente del proprio linguaggio cromatico.

Durante gli anni alla direzione creativa di Valentino, non lo utilizza soltanto per gli accessori o per piccoli dettagli, ma lo estende a grandi campiture di colore: abiti lunghi, cappe, completi e volumi couture nei quali il Chartreuse diventa pienamente protagonista.

Piccioli ama costruire accostamenti intensi e apparentemente dissonanti, cercando spesso un dialogo con le diverse sfumature del viola, dal lilla all’ametista, fino ai toni più profondi della melanzana. Il verde acido viene inoltre abbinato al rosa, al verde acqua, all’azzurro e, con particolare frequenza, al grigio, che ne contiene l’esuberanza e gli conferisce un’eleganza più sofisticata.

Nelle collezioni di Piccioli, il Chartreuse compare all’interno di una sequenza cromatica spettacolare accanto al violetto, al rosa fenicottero, al verde intenso e al marrone cacao. Questo colore non è necessariamente il tema dominante dell’intera collezione, ma diventa una nota ricorrente, immediatamente riconoscibile all’interno della sua ricerca sul colore.

Piccioli non considera infatti il colore come un semplice elemento decorativo: lo utilizza per costruire la forma, modificare la percezione dei volumi e provocare una reazione emotiva. Nel suo lavoro, il Chartreuse non accompagna l’abito, ma ne diventa parte integrante, soprattutto quando incontra tessuti fluidi, superfici luminose e proporzioni monumentali tipiche dell’Haute Couture.

Questa sensibilità cromatica lo accompagna anche nel nuovo capitolo da Balenciaga. Nel suo debutto per la Primavera/Estate 2026, il Chartreuse riappare insieme al viola, al verde smeraldo e al rosso, confermando che non si trattava soltanto di un codice legato a Valentino, ma di una componente autentica dell’identità creativa del designer, una vibrazione luminosa che attraversa la collezione, crea tensione tra colori complementari e rende memorabile anche la silhouette più essenziale.

Il Chartreuse da Gucci è il colore simbolo del lusso contemporaneo

Con Sabato De Sarno, il Chartreuse entra anche nell'universo di Gucci, assumendo un ruolo completamente diverso ma altrettanto riconoscibile.

Il direttore creativo lo utilizza come elemento di shock cromatico, affidandogli il compito di creare tensione visiva all'interno di una palette dominata dall'iconico Rosso Ancora, il colore manifesto della sua direzione creativa. L'accostamento tra questi due toni, complementari per intensità emotiva prima ancora che per teoria del colore, genera un contrasto potente, contemporaneo e immediatamente riconoscibile.

Il Chartreuse compare sugli accessori, sulle borse, sulle calzature e negli abiti in versione total look, ma viene anche reinterpretato su alcuni dei codici più iconici della maison. Emblematica è la rilettura del celebre foulard Flora, in cui la palette si accende grazie alla presenza del verde Chartreuse, così come la reinterpretazione degli storici mocassini Gucci in pelle effetto coccodrillo, proposti in questa vibrante tonalità.

Il Chartreuse da Prada, elemento di disturbo

E poi c'è Miuccia Prada, che del Chartreuse ha fatto un dettaglio ricorrente del suo linguaggio estetico.

Non è quasi mai il protagonista assoluto della collezione: compare piuttosto come un elemento di disturbo, un accento cromatico studiato per interrompere l'armonia e rendere il look volutamente anticonvenzionale. Una borsa, un top, un paio di décolleté, un colletto, un guanto o un piccolo dettaglio sono spesso sufficienti a cambiare completamente la percezione dell'outfit.

È proprio questa la forza di Miuccia Prada: utilizzare il colore non per abbellire, ma per creare tensione. Il Chartreuse viene accostato a tonalità apparentemente incompatibili, come il marrone testa di moro, il cammello, il grigio, il panna o persino il celeste degli stivali, dando vita a combinazioni che, sulla carta, sembrerebbero impossibili e che in passerella diventano sorprendentemente sofisticate.

Nella sua estetica il bello non coincide mai con il prevedibile. Il Chartreuse diventa così uno strumento per rendere il look più graffiante, intellettuale e contemporaneo. Non cerca di addolcire la donna che lo indossa, ma di conferirle carattere, personalità e una sottile dose di irriverenza.

Lo Chartreuse speziato di Vaccarello per Saint Laurent

Infine, Anthony Vaccarello per Saint Laurent, che negli ultimi anni ha costruito un universo cromatico ricco di richiami ai colori della terra e delle spezie, nel quale il Chartreuse trova una collocazione perfettamente coerente.

Nelle sue collezioni questa tonalità perde l'aspetto più pop per assumere un carattere più cupo, notturno e quasi decadente. È un Chartreuse sofisticato, spesso immerso in luci soffuse, che dialoga con il nero, il cioccolato, il tabacco, il bordeaux e le altre sfumature profonde che definiscono l'estetica della maison.

Vaccarello lo declina con continuità nei trench in vinile semi-trasparenti, nelle maxi gonne dal gusto bohemiène, nei rasi fluidi e nelle impalpabili e fumose nuvole di chiffon che avvolgono gli abiti da sera. E ancora nei body effetto "seconda pelle".

Inserito all'interno di silhouette costruite sui canoni del power dressing, con spalle scolpite, vita definita e proporzioni decise, il Chartreuse perde ogni leggerezza per trasformarsi in un colore enigmatico e profondamente contemporaneo. È la dimostrazione che una stessa tonalità può cambiare completamente personalità a seconda dello sguardo dello stilista che la interpreta.

Articolo scritto da Marianna Caporali per Stayinpalette - Salvo diversamente indicato foto courtesy Launchmetrics/Spotlight

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