Cloud Dancer è il colore scelto da Pantone che lo ha eletto colore dell'anno 2026. Per la prima volta nella sua storia, la famosa azienda americana ha scelto un neutro scarsamente cromatico per rappresentare il mood, l'essenza del momento che stiamo vivendo e che ci accompagnerà nel nuovo anno.
Dietro questa scelta, come sempre una filosofia ben precisa. Una scelta che ha sorpreso molti e per certi aspetti ha deluso e scontentato i fan delle cromie accese e squillanti.
Cloud Dancer, ancora un colore chiaro e soft
Del resto già decretando Mocha Mousse il pantone dell'anno 2025 e Peach Fuzz quello del 2024, Pantone aveva tracciato una storia di colori tagliati dal bianco o dalla softness. Mai però come quest'anno la scelta è ricaduta su un colore soft e chiarissimo.
Si tratta del PANTONE 11-4201 (Cloud Dancer) appunto, dove 11 sta per rappresentare la lightness del colore, e 11 per Pantone è la massima chiarezza. Le ultime due cifre 01 rappresentano invece il grado di saturazione del colore, quindi molto bassa (il minimo è 00, il massimo 64).
Emerge così una scelta quasi acromatica, un bianco non ottico, ma pur sempre un bianco.

Il significato profondo del Cloud Dancer: la rivoluzione silenziosa del colore
Pantone parla di una “rivoluzione silenziosa”, una scelta per resettare il nostro sentire, continuamente stimolato da segnali visivi e acustici che ci confondono e stressano i nostri sensi.
Secondo Pantone dunque la scelta è ricaduta su un colore che rappresentasse l'aria, la capacità di prendere respiro: un colore rarefatto, ma presente, un antidoto contro l'eccesso, una pausa necessaria, un ritorno alla quiete per riconnetterci con noi stessi prima che con gli altri e con l'ambiente.
Un bisogno che esplode in un volo arioso, un colore silenziosamente radioso che accoglie al suo interno un bagliore di luce, quella punta di calore quasi persa nella chiarezza e nella softness, che permane morbida e latente. La sua luminosità è diffusa, non fredda, non sterile, ma sottile, sobria, rilassata e mai austera.

E quanto di questo colore già ritroviamo nelle collezioni donna SS2026, da Dior a Bottega Veneta, da Yohji Yamamoto a Viktoria Beckham, una sfumatura soft di bianco che ritroviamo in tantissime collezioni, supportato da tessuti leggeri, trasparenti e fluttuanti in grado di esprimere leggerezza e respiro, ma anche sugli accessori rigorosamente tono su tono per un "total look Cloud Dancer".
Il colore strutturale su cui tutto può crescere
Del resto questo colore “non colore” è un po' il colore strutturale in cui credeva anche Armani, il colore sui cui costruire, il colore che fa da sfondo alla creatività, un neutro strutturale con una sua profondità emotiva che collega e apre le porte ad infinite combinazioni ed abbinamenti.

Nascono così le palette costruite da Pantone con questo colore, quelle dei pastelli soft, quelle dei colori caldi, gourmand e vagamente terrosi, le armonie con i colori fluo che diventano eleganti se combinati appunto al Cloud Dancer.


Cloud Dancer, morbido minimalismo, una tela luminosa densa di possibilità
I concetti chiave che il Cloud Dancer esprime sono la leggerezza, immortalata già nel suo nome, un danzatore fra le nuvole, una piuma in movimento, un palcoscenico etereo e proiettato verso l'infinito da cui spiccare il volo.
Ma anche un minimalismo morbido e comunicativo, una tela luminosa su cui scrivere, pensare che si apre verso infinite possibilità. Leggero ma concreto, delicatamente cremoso. Una base sui cui atterrare e da cui ripartire.

Pantone lo aveva già annunciato, sarebbe stato un bianco

Del resto Pantone aveva preannunciato questa tendenza, non solo nei forecast Autunno Inverno 2026/2027 dove il bianco e i neutri chiari, i colori minerali “stabili” erano protagonisti. Infatti già a maggio 2025 Pantone aveva pubblicato un articolo intitolato ”Oltre il neutro: la complessità del bianco”.
Prudentemente Pantone proponeva qui una palette di bianchi cromatici in cui non includeva Cloud Dancer, forse per non spoilerare la scelta a mio avviso già definita.
In questo articolo Pantone parla del bianco come un colore che non esprime assenza bensì potenzialità, il bianco è il colore modellato dalla luce, dinamico e reattivo. Una presenza ricca e complessa specialmente quando il bianco prende le distanze dalla nuance del bianco ottico, definito clinico e freddo. Pantone parla piuttosto di bianchi gessosi che introducono morbidezza, profondità e calma, calore e conforto.
Il bianco esprime tutta la sua forza luminosa e silenziosa, il bianco non è mai veramente neutro perchè modella il modo in cui lo spazio viene percepito. Il bianco è legato alla sostenibilità dei materiali facendo emergere sul tessuto sottili sfumature organiche e delicate variazioni cromatiche, sono toni sfumati, chiarissimi ma pur sempre con un'anima cromatica che si contrappongono ai bianchi siderali frutto di trattamenti chimici ed inquinanti.
La temperatura del bianco e le sue implicazioni
Pantone nel citato articolo nomina una selezione di colori separando i bianchi per temperatura. Da una parte i bianchi caldi: bianco sporco, crema, avorio, ecru, tutte tonalità chiarissime che accolgono un cuore giallo, rosa o pesca e aggiungono un bagliore sottile che si sposa con materiali morbidi e naturali, esaltandone la texture. Si tratta di una luminosità morbida e diffusa, ariosa e leggera, ma allo stesso tempo calma, riflessiva ed accogliente.
Dall'altra Pantone parla dei bianchi freddi a base verde, blu, grigio e lilla. I toni più freddi di bianco, scrive Pantone, funzionano al meglio per celebrare invece alle superfici dure e riflettenti esaltate da un'illuminazione forte, artificiale, diretta. Un'estetica decisa, forte, tecnica, perfetta per incarnare ad esempio lo spirito dell'abbigliamento sportivo, performante che impiega materiali come il nylon, lo spandex, tinte che rispondo al movimento, alla dinamicità scattosa ed energica.
Sono certa che Pantone aveva già deciso che il colore del 2026 sarebbe stato un bianco morbido, Cloud Dancer, lo sfondo ideale dove tutto diventa possibile per costruire la nostra rinascita, e regalare un filo di luce silenziosa, la speranza di una nuova pace ritrovata.


